martedì 7 marzo 2017

Paesaggio: Da Uffizi a Pompei, ecco Giornata Nazionale

(di Daniela Giammusso)(ANSA) - ROMA, 07 MAR - I Paesaggi condivisi a L'Aquila e L'arte racconta il Paesaggio nel giardino all'inglese della Reggia di Caserta. Michelangelo Pistoletto superstar a Pompei con una nuova versione del Terzo Paradiso realizzata con i frammenti di anfore e ceramiche romane bombardate nel '43 e il viaggio alla scoperta delle tecniche di rappresentazione nell'antichità al Museo Nazionale Romano. E poi ancora l'arte ambientale a Siena e percorsi ad hoc agli Uffizi, Brera, all'Opificio delle pietre dure e al Museo nazionale di Ravenna, che per i più piccoli si trasformerà in ''una tana ideale''. Parte con più di 120 iniziative già in programma la prima Giornata Nazionale del Paesaggio, il 14 marzo in tutta Italia, per sensibilizzare i cittadini su temi e valori della salvaguardia del territorio. Un grande festa per accendere un faro ''su un settore che in Italia non ha avuto nel tempo la visibilità che avrebbe dovuto'', spiega il Ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini'', nonostante il nostro sia ''l'unico paese al mondo che con l'Articolo 9 ha inserito la tutela del paesaggio persino nella Costituzione. Una bellezza diffusa spesso frutto anche del lavoro dell'uomo: penso ad esempio alla Val d'Orcia''. Quello che si cercherà di raccontare, spiega il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, ''è che il paesaggio non è più solo colline verdi, ma il contesto in cui vive una comunità, che può essere anche urbano o da recuperare. L'attenzione oggi deve essere ancora maggiore perché non si ripetano certi assalti, incontrollati e anche piuttosto irrimediabili. La Giornata - prosegue - dimostrerà questo sia il fil rouge di un'azione di tutela puntuale, attenta e al servizio di tutti, perché il nostro paesaggio è patrimonio di tutti i cittadini italiani. E può essere protetto solo attraverso un rete tra soggetti pubblici, privati, enti locali, associazioni, persone singole''. Mentre al contrario, incalza, il segretario generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia, gli scenari ''sfatti e disgregati si prestano spesso a sacche di malavita'' Ecco allora che le iniziative per la Giornata si moltiplicano tra musei e istituti statali, da La Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea a Roma ai Palazzi Reali di Genova e Napoli, il Cenacolo Vinciano a Milano, Palazzo Rota Pisaroni a Piacenza, le Terme di Diocleziano e Ostia antica, ancora nella capitale, la Villa della Regina a Torino, Palazzo Ducale a Venezia. Fino a Pompei, dove, racconta il Soprintendente speciale Massimo Osanna, ''ora che i problemi interni al sito sono risolti, bisogna pensare alla riqualificazione del contesto, che è stato stuprato dal secondo dopoguerra e che invece era uno dei più belli del mondo antico, celebrato in tutti i Grand Tour del '700''. Tra le iniziative, anche lo speciale ''porte aperte alle Soprintendenze, che non sono solo luoghi dove si rilasciano permessi e si mettono vincoli'', dice Franceschini, proprio per valorizzare il loro ''straordinario lavoro nell'azione di tutela''. A celebrare la Giornata, anche la consegna del primo Premio Paesaggio Italiano al Collegio Romano e la firma del Piano paesaggistico con il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. Info: www.beniculturali.it/giornatadelpaesaggio(ANSA).

Forte scossa di terremoto avvertita in Ossola


Vetri che tremavano, suppellittili e bottiglie rovesciate a terra. Sono stati attimi di panico quelli vissuti intorno alle 21.15 in Valle Vigezzo e  a Domodossola per una forte scossa di terremoto. Il sisma è stato avvertito in particolare nel fondovalle da Druogno a Re, ma in molti sostengono di averlo sentito anche a Domo e nei paesi limitrofi. Per ora non si registrano danni. "Ho visto la bottiglia dell'acqua sul tavolo in cucina tremare" scrive una lettrice di Druogno. "Ballava il lampadario" scrive un altro lettore di Malesco. La scossa è stata sentita molto forte anche a Re e frazioni: "E' durata un minuto, sembrava un'eternità - spiega il sindaco Oreste Pastore -. Tremavano anche i fossili della mia collezione e alcuni sono improvvisamente caduti a terra: ho già ricevuto numerose telefonate da parte di concittadini allarmati che si sono spaventati molto".

ossolanews

Terremoto in Svizzera, scossa di magnitudo 4,7 avvertita anche a Milano e al Nord


L’epicentro è in Svizzera, nei pressi del monte del Col du Klausen, al confine tra i cantoni Svitto e Glarona. Non si segnalano feriti. Nel Varesotto 20 chiamate a pompieri

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 è stata avvertita alle 21.12 in varie zone dell’Italia settentrionale, Milano compresa. L’epicentro è in Svizzera, nei pressi del monte del Col du Klausen, al confine tra i cantoni Svitto e Glarona. Al momento non si segnalano vittime o feriti e neppure danni. La polizia cantonese ha ricevuto una ventina di chiamate per una scossa che è durata circa 3 secondi.

L’assessore lombardo: «Nessun danno ma monitoriamo»

La centrale operativa lombarda di Protezione civile ha ricevuto segnalazioni dalle province di Bergamo, Lecco, Como, Milano, Varese e Sondrio dove la scossa è stata avvertita. Confermo che al momento non si registrano danni a cose e persone. La Sala operativa regionale, attiva 24 ore al giorno, continuerà a monitorare la situazione», ha detto l’assessora alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia, Simona Bordonali.


Preoccupazione nel Lecchese

Il sisma ha creato preoccupazione in particolare nel Lecchese, soprattutto in Valsassina e in Brianza. Al comando provinciale dei vigili del fuoco di Lecco sono giunte chiamate di persone anziane, allarmate dai lampadari che si muovevano, e che chiedevano informazioni sull’accaduto. Non c’è stato alcun intervento da parte delle forze dell’ordine.

corriere.it


Sci, guida al risparmio rosa sulle montagne torinesi

Le montagne torinesi si tingono di rosa. Per la festa della donna, mercoledì 8 marzo, in molte località gli skipass costeranno poco più delle mimose. E vale la pena di approfittare degli sconti: dopo le nevicate di lunedì e sabato scorso le condizioni sono eccellenti dappertutto. Se il meteo non farà scherzi, dovrebbero esserci anche una giornata di sole e temperature primaverili. 

Al Frais le signore scieranno gratis: la microstazione valsusina regalerà lo skipass. A un’ora esatta di treno dal centro di Torino, offre i due skilift e la seggiovia che collega la stazione di Chiomonte alle piste. È chiusa però la Sauze A. Il giornaliero feriale per gli accompagnatori costa 21 euro. Info su www.frais2010.it. 

Un paio di fermate più avanti, sulla stessa linea ferroviaria, c’è Bardonecchia: 100 chilometri di piste e 23 impianti (praticamente tutti aperti) che per le festeggiate saranno scontati a metà prezzo, cioè 18 euro anziché 36. Per ottenere la riduzione bisogna acquistare online su www.bardonecchiaski.com, dopo aver richiesto il codice promozionale: è necessario scrivere un messaggio privato alla pagina Facebook del comprensorio. 

Altra vallata, stessa distanza dalla città: a Prali, un’ora e venti di auto da Torino, in val Germanasca, le sciatrici spenderanno 8 euro. Ci sono 4 impianti e 8 piste, perfettamente innevate: si scende dai 2500 metri di Bric Rond ai 1400 del paese. Gli uomini pagano 19 euro. Info su www.praliskiaerea.com. 

Con mezz’oretta di viaggio in più si scia al Pian Benot, nelle valli di Lanzo. Tre skilift, una seggiovia e un tapis roulant che portano dai 1600 metri di Usseglio fino a quota 2000. È tutto aperto e per l’8 marzo il giornaliero delle donne è scontato a 10 euro. La tariffa intera feriale è 18 euro, ma una coppia spende 20 euro in tutto: 18 euro per lui, 2 euro soltanto per lei. Info www.pianbenot.it. Per i gruppi di giovani è davvero un’occasione da non perdere: ci sono le offerte per le ragazze, ma dopo la settimana di Carnevale è finita l’alta stagione e sono tornate le agevolazioni per gli universitari. Anche i ragazzi possono risparmiare.  
lastamoa.it

“I coragiôs”, quelli che credono nella montagna e nelle tradizione

Parte una nuova rubrica su ossola24.it
grazie a Mary Borri, nostra giornalista che ha deciso periodicamente di raccontarci le storie di quelli che nelle nostre zone non si arrendono e non smettono di credere nella montagna, di coloro che portano avanti le tradizioni di un tempo. Si incomincia con chi lavora la vite, ed oltre al testo scritto Mary Borri li ha videointervistati.