lunedì 6 marzo 2017

Montagna: regole su misura per chi ci vive e lavora e per combattere lo spopolamento

In Piemonte la superficie di alta e bassa montagna occupa il 45% dell’intera estensione territoriale della Regione, mentre in provincia di Cuneo l’area arriva al 50%.
Una zona significativa e importante per le straordinarie risorse da valorizzare che, tuttavia, negli ultimi decenni ha subito un forte percorso di spopolamento.
L’assessore regionale, il cuneese Alberto Valmaggia, da quando si è insediato, nel 2014, sta mettendo in atto diverse azioni per favorire il ritorno nelle terre alte.
L’obiettivo – dice - è di creare le condizioni migliori possibili affinché le persone e le famiglie già residenti in montagna continuino a rimanerci, ma anche quello di portarne delle nuove. Come? Facendo in modo che lì possano avere delle opportunità di vivere e lavorare sfruttando le ricchezze esistenti del territorio”.
Dall’inizio dell’anno il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, anch’egli cuneese, ha avuto dal ministro Martina proprio la delega all’agricoltura di montagna: un’ottima occasione per collaborare con l’assessore Valmaggia avendo lo scopo di far crescere un territorio per troppo tempo considerato marginale. Ne abbiamo parlato con l’esponente del Governo Gentiloni.
Cosa può fare lo Stato per favorire il ripopolamento della montagna?
“Innanzitutto, è necessario che si capisca che il problema delle terre alte del Paese è un problema di tutti, non solo di chi le abita. Se continuiamo a contrapporre città e pianura alla montagna, senza capirne l’'interdipendenza, non andremo lontano. La montagna non è solo parchi e ambiente sano, ma acqua, energia, sistema idrogeologico, legname, prodotti di alta qualità.  La montagna va retribuita per le funzioni che svolge, non assistita”.
Ci sono le condizioni per recuperare il tempo perso negli ultimi decenni?
“Difficile rispondere, ma bisogna comunque provarci. Il progetto per le terre alte, le risorse per la messa in sicurezza del territorio sotto il profilo idrogeologico, la riorganizzazione amministrativa in corso: sono tutte sfide complesse che possono aiutarci a dare una scossa alla situazione, a patto di avere obiettivi chiari ed una vera cabina di regia. Questa è la vera sfida di questo momento, che dobbiamo affrontare tutti insieme a partire dalla fondamentale esperienza dell'Uncem”.
In Piemonte e, soprattutto, in provincia di Cuneo quali sono le maggiori potenzialità che le terre alte possono offrire?
“Le nostre montagne e le aree collinari sono un patrimonio straordinario sotto molto aspetti. Oltre alle colline patrimonio Unesco abbiamo il parco delle Alpi Marittime, il Monviso, le sorgenti del Po che rappresentano delle risorse naturali uniche al mondo. Ma non basta: storia, cultura, prodotti locali delle montagne cuneesi sono un patrimonio ancora tutto da valorizzare. E non dimentichiamo l’agroalimentare. Siamo la prima provincia per numero di indicazioni geografiche. Gran parte di queste sono nelle terre alte, che manifestano tradizione e qualità in misura straordinaria”.
Cosa serve affinché l’ambito agricolo e quello agroalimentare diventino di nuovo un prezioso giacimento di risorse da fruttare?
“Bisogna che chi opera in montagna abbia regole specifiche che tengano conto della realtà. Ogni giorno parlo con persone straordinarie, che credono ancora nella propria comunità e nel proprio lavoro, esasperate da regole e burocrazia pensate per la pianura, ma folli per imprenditori che vivono nelle terre alte. Servono quindi tre cose fondamentali: welfare (salute, scuola, servizio postale, connessione ad internet, negozi...), strade accessibili e regole specifiche per le attività imprenditoriali, a partire dall’agricoltura”.
Nel concreto?
“In questo settore sto lavorando su alcuni progetti: il riconoscimento del marchio “prodotto di montagna”, la semplificazione delle regole per le aziende agricole delle terre alte, la nuova legge sulla forestazione per tornare a poter gestire i nostri boschi. Inoltre sto confrontandomi, in Italia ed in Europa, affinché nelle regole della nuova Politica Agricola Comune (Pac) dopo il 2020 si preveda un modello specifico per le terre alte, senza replicare gli errori che, in questi anni, hanno spesso depauperato quelle aree che, al contrario, sulla carta avrebbero dovuto sostenere”.
targatocn.it

“Gli allevamenti di montagna rilanciati grazie ai nostri formaggi”

Se la montagna dell’Ossola continua a vivere, se d’estate c’è ancora chi la sua mandria se la porta in quota e d’inverno prosegue con il lavoro in stalla, una buona fetta del merito è anche della Latteria sociale Antigoriana. Da 50 anni è un punto di riferimento per dare forza alla filiera zootecnia alpina di questo spicchio di Piemonte e fornire reddito agli allevatori.  
Resta una produzione di nicchia, ma con livelli di apprezzamento fuori discussione, che presto - il 2017 dovrebbe essere davvero la volta buona - potrà fregiarsi dell’ambito marchio di qualità.  
La Dop per l’«Ossolano»
«Siamo alla stretta finale, stiamo attendendo l’ultimo responso da Bruxelles e poi il nostro Ossolano, prodotto da Mergozzo in su, potrà fregiarsi della Dop - spiega il direttore Giovanni Tacchini -. Il disciplinare è unico ma le specialità saranno due: carta verde per il formaggio di fondovalle, marroncina per quella con la menzione “d’alpeggio”, prodotto in pascoli a un’altitudine di almeno 1400 metri».  

Sono trenta i soci che conferiscono il latte alla cooperativa sociale che dispone di duemila metri quadrati per lavorazione, stagionatura e vendita: a Oira di Crevola e Crodo, dove nel 1957 si aprì il primo caseificio in uno spazio di 200 metri quadrati e dove oggi vien affinato lo «stravecchio», che in cantina deve stare almeno 12 mesi.  

Formaggio che non si trova nei supermercati della zona, dove negli ultimi anni - con un importante risultato sul piano della distribuzione - sono arrivati i prodotti della Latteria Antigoriana. Per portarsi a casa un pezzo di «gran riserva» bisogna salire negli spacci di Crodo, a Piedimulera e, novità dello scorso anno, a Druogno. «Cinquant’anni fa il latte conferito da 19 soci era dieci quintali al giorno, oggi sono 200 quintali per una trentina di soci - precisa il direttore Tacchini -. Negli ultimi decenni abbiamo gettato le basi per la professionalizzazione di chi ha continuato a fare questo lavoro. Prima l’allevamento era per lo più un’integrazione al reddito familiare: il marito lavorava in fabbrica o in Svizzera e la moglie si occupava della stalla. Adesso ci sono intere famiglie che vivono di quest’attività: il latte lo paghiamo bene, con regolarità e stabilità del prezzo. E questo vuol dire consentire agli allevatori di programmare investimenti». 
L’autobotte nelle valli
È l’autobotte della latteria sociale, con un suo addetto, a spostarsi nelle valli Antigorio, Formazza, Divedro, Antrona, Anzasca e Vigezzo e fare il pieno dei litri che poi diventano forme di diversa pezzatura e stagionatura ma anche «freschi»: yogurt, ricotte, primo sale, mozzarelle, latte pastorizzato. «Nel 1998 - spiega Tacchini - lavoravamo meno di due milioni di litri all’anno, oggi sono 5. Per noi è un salto in avanti, ma che ci fa restare una realtà artigianale con prodotti tipici e tracciabili». 

Anche produzione caprina
In estate si «carica l’alpe», le vacche salgono ai pascoli alpini e per due mesi si riduce il latte fresco conferito alla cooperativa, ma a fine stagione coi pastori scendono le forme prodotte in quota. Tra queste ci sono anche quelle di sei degli otto produttori di Bettelmatt, «l’oro dei walser», la cui «miniera» sono i 7 alpeggi tra Formazza e Devero, dove cresce l’erba muttolina. Foraggio essenziale per avere la celebrità gastronomica, che ha tirato la volata a tutto il resto della produzione casearia ossolana. Il latte delle capre vigezzine ha poi un posto particolare nella «credenza» della Latteria Antigoriana: diventa caprino fresco, stagionato con lo Spress e, in collaborazione con la latteria di Cameri, un erborinato. 
lastampa.it

Via dalla città. La rivincita della montagna

Giovedì 9 marzo, alle ore 18.30, presso la Libreria la Montagna, in via Sacchi  28 bis a Torino, ci sarà la presentazione dell'opera "Via dalla città. La rivincita della montagna". Presente l’autore Maurizio Dematteis assieme al sociologo Aldo Bonomi.
Seguirà aperitivo / Ingresso libero

Vado a vivere in montagna: in Lombardia bando per 5 alpeggi in concessione


Cambiare aria e cambiare vita. Rallentare e disconnettersi da ritmi frenetici per recuperare il contatto con una dimensione più naturale e autentica. E’ un desiderio di molti, ma quante possibilità ci sono per farlo davvero? Eccone una, tutta italiana, per chi ha competenze o esperienza nell’ambito della pastorizia: l’ERSAF, l’Ente per il Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Regione Lombardia, ha recentemente reso pubblici i bandi per la concessione di cinque alpeggi, distribuiti fra le province di Brescia, Bergamo e SondrioL’obiettivo dichiarato è quello di garantire la continuità dell’attività silvo-pastorale, promuovendo e valorizzando, al contempo, il patrimonio forestale regionale. In parole povere, chi si accaparrerà le concessioni- giunte a scadenza nei giorni scorsi e bisognose di una sostituzione- vivrà dai tre ai sei anni all’interno delle foreste della regione, dedicandosi alle attività necessarie alla gestione degli alpeggiCon questa tornata di rinnovi delle concessioni, ERSAF conferma la scelta di puntare a valorizzare i giovani allevatori, premiati sia nei punteggi sia con altre forme di agevolazioni” ha affermatoElisabetta Parravicini, presidente dell’Ente. Altri interlocutori privilegiati del bando, continua, sono inoltre le aziende del territorio a conduzione familiare, oltre alle aziende che dispongono e coltivano un quantitativo minimo di superficie a prato o pascolo, in linea “con gli obiettivi ottimali stabiliti da ERSAF e con le finalità definite da Regione Lombardia sulle politiche forestali, ambientali e montane“. 

I 5 alpeggi in concessione

Alpe Pioda Cameraccio (comune di Valmasino, provincia di Sondrio);Campolungo (Bienno, provincia di Brescia), Cigoleto Stabil Solato(Bovegno, BS), Vesta di Cima(Gargnano, BS); Azzaredo (Mezzoldo, provincia di Bergamo): questi gli alpeggi in concessione, futura casa e responsabilità degli aggiudicatari del bando.
Criteri di scelta e termine di presentazione
Il criterio di scelta è l’offerta economicamente più vantaggiosa in relazione alla proposta gestionale ed all’importo offerto.
La vita di alpeggio, con le suesoddisfazioni e difficoltà, non vi spaventa? L’opportunità solletica, anzi, il vostro interesse e vi piacerebbe tentare? Ebbene, il termine per la presentazione delle offerte è fissato alleore 12,00 di martedì 28 marzo 2017.
Ulteriori informazioni relative alle malghe, al bando e alle modalità di partecipazione sono disponibili, inoltre, sul sito dell’ERSAF a questo link.
Buona fortuna!
tratto da ehabitat.it

Valanghe, l’Arpa lancia l’allerta in Piemonte: “Pericolo forte al Nord”

Vento forte e nuove nevicate hanno fatto salire al grado “forte” (4 sulla scala che arriva a 5) il pericolo di valanghesulle Alpi Pennine e Lepontine, sul nord del Piemonte. Sugli altri settori, dalle Graie fino alle Liguri il rischio è “marcato” (grado 3).
E’ ALLERTA NEL BOLLETTINO AGGIORNATO DA ARPA
E’ l’allerta nel bollettino aggiornato oggi da Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale). A 2.000 metri l’altezza della neve è di 145-210 cm sui settori alpini a nord, 65-170 a ovest, 100-135 a sud. “Nelle attività di fuoripista – spiega Arpa – occorre particolare prudenza e attenzione nella scelta locale del percorso. In corrispondenza di radure del bosco, conche, canali e cambi di pendenza, il distacco delle valanghe può avvenire al passaggio del singolo sciatore”. “L’instabilità degli strati di neve diminuirà gradualmente da mercoledì, ma resteranno – informa Arpa – ancora locali condizioni di pericolo”. Dalle Marittime settentrionali fino alle Lepontine il pericolo resterà “forte”.
ANCORA PIOGGIA E NEVE, MA DA DOMANI SOLE E PIU’ CALDO
Sul fronte previsioni, invece, si prevedono nuove nevicate in montagna e rovesci di pioggia su colline e pianure delPiemonte, ancora per un giorno, prima che si instauri un periodo di alta pressione, con sole e temperature in aumento.
VENTI FORTI IN MONTAGNA
E’ un fronte nuvoloso da ovest collegato a una depressione fredda sulla Francia – spiega Smi (Società Meteorologica Italiana) – a portare oggi le precipitazioni. A Bardonecchia, in Valle di Susa, 20 cm di neve fresca e la nebbia che ha avvolto le piste ha costretto gli organizzatori a rinviare la discesa dei campionati Italiani Aspiranti di sci. Venti forti in alta montagna sono previsti dalla serata fino a giovedì. A metà settimana le temperature massime saliranno fino a 18-20 in pianura e bassa collina, con minime ancora vicine allo zero.
cronacaqui.it

Franchising&Retail Expo Bologna 2017

Franchising&Retail Expo Bologna 2017 ingresso gratuito per chi effettua il preaccredito online entro il 31 marzo

Dall’11 al 13 maggio 2017, presso la Fiera di Bologna, si terrà la seconda edizione di Franchising&Retail Expo, la fiera internazionale del franchising e del retail, organizzata da BolognaFiere in partnership con Assofranchising.


Al Franchising&Retail Expo Bologna 2017 gratis con il preaccredito online

Anche quest’anno Franchising&Retail Expo offre l’opportunità di visitare la manifestazione gratuitamente. Infatti tutti coloro che entro il 31 marzo si registreranno sul sito della manifestazione potranno scaricare online il biglietto per partecipare in modo completamente gratuito. Un motivo in più per non aspettare e programmare per tempo la propria visita.
Franchising&Retail Expo Bologna 2017: la fiera del franchising di Bologna aperta a tutti

Franchising&Retail Expo Bologna 2017 è aperta a tutti: operatori del settore, potenziali franchisee/affiliati, investitori e professionisti. Ma si rivolge anche a tutti coloro che vorrebbero mettersi in proprio col franchising per una maggiore realizzazione personale o semplicemente a chi ha deciso di cambiare strada.

Franchising&Retail Expo Bologna 2017: consulenza gratuita sul franchising agli Sportelli Franchising

Inoltre, grazie alla presenza degli Sportelli Franchising messi a disposizione da Confcommercio, sarà possibile ricevere informazioni e assistenza gratuita per l'apertura di un punto vendita in Franchising.

Sono già numerosi i brand che hanno confermato la loro partecipazione al Franchising&Retail Expo Bologna 2017, tra questi citiamo 100 Montadidos, 101Caffè, Bargello Perfume, Bottega Verde, Burger King, Camomilla Italia, CareDENT, Carpisa, Cycleband, Confcommercio-Imprese per l'Italia, Divani&Divani by Natuzzi, DoctorGlass, EdiliziAcrobatica, Engel&Voelkers, Erboristerie Farmanatura, Fiorito, Frigerio Viaggi Network, Gabetti Franchising Agency, Glossip Milano, Golden Group, Grimaldi Immobiliare, Ibis, IDRONI, Il Carrozziere Lampo, (IN)Estasy Profumerie, Jaked, L’Isola Celiaca, Mail Boxes Etc., Mercatino, Mercure, MGallery, NaturaSì, NaturHouse, Novotel, Pet’s Planet, Phonup, Prink, Professione Casa, Pullman, Pulsazione, Quadrò, RE/MAX Italia, TGB – The good burgerALMA D, Tryba, UniPoste, Usato Firmato, Van4You, Vision Ottica, Yamamay, Yogorino.

Il Cai Verbano cerca nuovi gestori per il rifugio Pian Cavallone L’apertura è da maggio a ottobre

Per gli amanti della montagna è un riferimento, per i verbanesi un simbolo: il rifugio Cai del Pian Cavallone cerca gestore dopo una lunga collaborazione con la cooperativa La Coccinella. Ristrutturato di recente, è stato «rimesso a nuovo con opere di pregio: porte interne, pavimentazione, letti e materassi» dice Franco Rossi, presidente del Cai Verbano. Sul sito www.caiverbano.it c’è il bando per la gestione. 

Il rifugio è nel Parco nazionale della Valgrande e si raggiunge a piedi da cappella Fina (Miazzina), cappella Porta (Caprezzo) o dall’alpe Piazza (Intragna). E’ strutturato su tre piani: il pian terreno è composto da quattro locali tra cui cucina e sala ristorante, il primo ospita tre camere per un totale di 12 posti letto e un bagno con doccia e il secondo dispone di quattro camere per altri 12 posti con letti a castello. Nel settembre 2016 è stato inaugurato il rifugio ristrutturato: le porte interne sono state sostituite, i serramenti esterni sono con doppi vetri, la pavimentazione delle stanze è in legno e l’impianto elettrico rinnovato. La struttura è stata dotata di pannello fotovoltaico e può ospitare fino a 60 persone nella sala ristorante e una trentina nella zona bar. 

Al gestore sono richiesti ospitalità, ricezione, ricovero, ristorazione e pernottamento nonché presidio di primo soccorso, appoggio al Soccorso alpino e manutenzione ordinaria. Quella straordinaria rimane a carico del Cai Verbano. Il rifugio apre il penultimo sabato di maggio e chiude la seconda domenica di ottobre. In questo periodo devono essere garantiti i servizi almeno nei fine settimana e i giorni festivi, oltre all’intero mese di agosto. Il contratto ha durata annuale e il contributo annuo richiesto è di 2.580 euro. Info sul sito del Cai Verbano o al 333.6189973. 
lastampa.it

In valle Antigorio il campus per aspiranti imprenditori con idee innovative sulla montagna #RestartAlp

Dagli studi alle idee imprenditoriali per tornare a far rivivere le terre «marginali» ma ricche di tradizioni e di desiderio di riscatto. Saranno 15 giovani aspiranti imprenditori - con meno di 35 anni - i protagonisti a Premia della seconda edizione di «ReStartAlp», la fabbrica della creatività promossa da Fondazione Garrone e Fondazione Cariplo. Una scommessa nata lo scorso anno, quella di portare il campus dagli Appennini, dove è nato, alle Alpi. C’è tempo fino al 21 aprile per inviare la propria candidatura (insieme all’idea che si vuole realizzare) per partecipare gratuitamente al campus che mette in palio riconoscimenti per un totale di 60 mila euro ai tre progetti in grado di prendere avvio nella filiera produttiva alpina.  

Presentazione mercoledì
Il progetto sarà presentato mercoledì alle 10,30 a Villa Fedora a Baveno. Dalla coltivazione di stelle alpine per estrarne il prezioso olio, all’avvio di reti di teleriscaldamento a biomassa, fino al recupero delle ex stazioni ferroviarie per attività di bike sharing. Sono alcune delle idee dei ragazzi che nel 2016 hanno partecipato alla prima edizione di «ReStartAlp», che saranno premiati il 24 marzo a Milano. Riconfermata Premia come sede dell’attività di formazione che partirà il 26 giugno e durerà dieci settimane. «E’ un’idea che funziona - spiega Francesca Campora, direttore generale della Fondazione Garrone - tra i partecipanti al campus dell’Appennino nove di loro fatturano già nella propria impresa. È un successo che siamo certi sarà replicato anche per i ragazzi del campus sulle Alpi. Motivazione e competenza sono due componenti fondamentali».  

Il progetto è supportato anche da Fondazione Cariplo. «Il nostro interesse è volto anche alle aree interne, quelle più marginali per rivitalizzare le tradizioni e dare un impulso al loro rilancio - spiega Valeria Garibaldi, vice direttore area ambiente della Fondazione Cariplo -. I progetti di “ReStartAlp” si focalizzano soprattutto sull’agricoltura, l’allevamento e la filiera agroalimentare a loro collegata. Senza dimenticare l’artigianato, il turismo e la cultura».  
lastampa.it

La ristrutturazione di una delle cappelle del Sacro monte Calvario di Domodossola

L'intervento consiste nella valorizzazione del tratto inferiore dell’itinerario storico-religioso del Sacro monte Calvario di Domodossola e nel restauro della cappella del «Cireneo che porta la croce»
tratto da lastampa.it