martedì 26 gennaio 2016

Expo 2015, il lapsus di Sala svela la verità sui conti: “La perdita deriva da meccanismi molto complessi”

Durante la seduta delle commissioni del Comune di Milano il candidato sindaco si è fatto sfuggire che il rosso c'è. Tra biglietti e ricavi da sponsorizzazioni non incassati, extracosti, contenziosi e bonifiche il risultato finale è negativo per almeno 200 milioni
fonte: ilfattoquotidiano
La verità gli scappa durante una delle risposte: “La perdita deriva da meccanismi molto complessi”. Perdita? Giuseppe Salacontinua a parlare di chiusura in positivo dell’operazione, nella burrascosa seduta di ieri delle commissioni del Comune di Milano, ma poi arriva il lapsus. Per il resto, le domande dei consiglieri spiegano molto più delle risposte del commissario-candidato sindaco. La trincea in cui s’attesta è quella del patrimonio netto, positivo per 14,2 milioni. Ma il consigliere Basilio Rizzo(presidente del Consiglio comunale) gli ricorda che la Corte dei conti nel 2013 prevedeva che fosse di 135 milioni, “e ora festeggiamo per 14,2?”. Rincara la dose Manfredi Palmeri (Terzo Polo): “Il patrimonio era di 48 milioni nel 2014, ora è di 14,2: dunque c’è stata una perdita di 33,8 milioni, altro che risultato positivo”.
La verità è che le cifre rese pubbliche da Sala sono poche e si lasciano tirare in ogni direzione. Roberto Biscardini (Socialisti) ricorda che i soldi pubblici messi nell’operazione Expo sono, negli anni, 1,2 miliardi di euro. Diventano almeno 2 miliardi con le spese di gestione. Le entrate 2015, l’unico anno con entrate rilevanti, sono 736,1 milioni. Ecco dunque i veri contorni economici dell’evento. Poi ci sono le tecnicalità del bilancio. Ma anche su queste, la nebbia è tutt’altro che diradata. Sala ribadisce che “i ricavi” 2015 sono 736,1 milioni (373,7 da biglietti, 223,9 da sponsorizzazioni, 138,5 da altre voci). Ma sono, appunto, “ricavi”, non incassi: 19,9 milioni di biglietti non sono ancora incassati; le sponsorizzazioni hanno portato in cassa solo 45,2 milioni, il resto è offerto “in beni e servizi”; dai ricavi di sponsorizzazioni e altre voci mancano all’appello 51,4 milioni, ancora da incassare. Se si aggiungono le partite ancora sospese (extracosti, contenziosi, bonifiche…) il risultato finale è una perdita d’esercizio di almeno200 milioni, invece dei +14,9 milioni esibiti da Sala.
A questo si deve aggiungere un’ulteriore constatazione: il commissario mette a bilancio 86,4 milioni che dovranno arrivare da Arexpo (che possiede le aree) per infrastrutturazione, espropri, bonifiche. Ma Arexpo, se mai pagherà, lo farà sempre con soldi pubblici (cioè nostri), visto che soci determinanti sia di Expo sia di Arexpo sono Comune di Milano e Regione Lombardia. “Quanto, allora”, chiede non senza ironia Mirko Mazzali (Sel), “alla fin della fiera, dovrà pagare il Comune, quando sarà sindacoFrancesca Balzani?”. Sala risponde criptico: “Non ritengo, dopodiché vedremo”. Altre domande restano sospese. Quanti crediti sono verso aziende straniere, più difficili da recuperare?Quanto porta a casa Eataly di Oscar Farinetti (29 milioni) e quanto ha dato a Expo (il 5%)? Manfredi Palmeri confronta le cifre spese in pubblicità (185 milioni) con i ricavi in sponsorizzazioni per concludere che ogni 2 euro ricavati, 1 euro è stato speso inpubblicità.
Mattia Calise (Movimento 5 Stelle) chiede chi (e con che criteri) ha stimato la partita molto discrezionale dei servizi offerti dagli sponsor a fronte dei diritti di visibilità (Value in kind), per un totale di 178,7 milioni.
Altre domande sono ancor più imbarazzanti. Marco Cappato(Radicali) ricorda che Sala ha fatto un libro per l’editore Skira, che ha lavorato per Expo. Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) chiede quanti appalti sono stati messi a gara e quanti dati a trattativa privata; quanti sono stati frazionati sotto i 40mila euro per non metterli a gara; quanti sono stati i subappalti; quante pratiche sono state contestate dall’Anac di Raffaele Cantone. “Sono 138″, risponde Sala. “Ma Cantone sapeva tutto, perché l’Anac ha seguito tutto” (per la serie: avevamo il parafulmine). Ci sono stati altri casi De Lucchi? “No”. Però offre intanto le cifre degli “appalti grigi”, quelli di cui Sala si lava le mani perché triangolate (come il mezzo milione all’architetto Michele De Lucchi “dimenticato” da Sala) con altri enti: Fiera Milano (45 milioni), Regione Lombardia (37), Comune (70), Triennale (19), Esercito(17) e Italferr: oltre 120 milioni di appalti “a sua insaputa”.
Da Il Fatto Quotidiano del 26 gennaio 2016

sabato 23 gennaio 2016

Quanti beneficiati da Expo che saltano sul carro di Sala

Attori, cantanti, calciatori e chef: gli ex ambasciatori dell'evento pronti a sostenere il commissario nella corsa a sindaco. Da Albanese a Veronesi, ecco chi sono i fan
Ci sono chef, cantanti, teatranti, sportivi e anche i filosofi nella brigata salita velocemente sul carro del commissario Expo Giuseppe Sala che ora si candida alle primarie del centrosinistra e punta a diventare sindaco di Milano.




Amici a cui lui ha dato lavoro e visibilità durante i sei mesi di Expo e che magri sono rapidamente scesi dal carro più roso che arancione di Giuliano Pisapia. Tutta gente che ora giura fedeltà a sala e che era già bene in vista nella platea che lo ha applaudito all'esordio ufficiale al teatro Strehler dove Sala ha citato Antonio Gramsci per convincere il popolo delle primarie di essere proprio uno di sinistra doc. Peccato fosse già entrato a Palazzo Marino come city manager nell'era del centrodestra di Letizia Moratti.Tutti i nuovi arrivati alla corte di Sala hanno avuto un ruolo all'Esposizione. Magari da ex ambasciatori e ora sono una claque di convinti sostenitori. A giurare il suo amore incondizionato a Sala è l'attore Antonio Albanese, già voce dello spot di Expo «Food life». Quando a ottobre è stato alla manifestazione, ospite di un dibattito nel padiglione del Corriere della Sera, ha incontrato l'amico commissario unico lungo il Decumano, si è inginocchiato davanti a lui e lo ha salutato chiamandolo «divinità». A novembre lo ha anche accompagnato negli studi Rai di Fabio Fazio a Che tempo che fa (a spese del contribuente) quando, per la prima volta, si è sbilanciato su una sua possibile corsa per le comunali. Altra fedelissima è l'amica e cantante Paola Turci, già ambasciatrice We-women per Expo e protagonista del concerto del 22 giugno al padiglione Alessandro Rosso. Esplicito il sostegno anche dell'attore Claudio Bisio che ha doppiato il personaggio simbolo di Expo, la mascotte Foody griffata Disney e che ora ripete spesso e volentieri: «Voterò Sala». Nella «Milano del Noi» tratteggiata da mister Expo, c'è anche il calciatore Demetrio Albertini: poche settimane fa qualcuno lo dava addirittura come possibile candidato sindaco del centrodestra. Ma l'ex centrocampista, che di Expo è stato ambasciatore e ha dato il calcio d'inizio al Mundialito giocato fra 64 squadre dei padiglioni, ha speso parole di apprezzamento per Sala. Gino e Michele che a Expo hanno anche presentato la nuova versione del diario Smemoranda, ai microfoni di Maria Latella su Radio 24 hanno esplicitamente dichiarato che Sala «è il più adatto a guidare Milano». E poi ci sono gli chef e i big della ristorazione: Oscar Farinetti, patron di Eataly, fidelizzato con l'esclusiva sulla ristorazione made in Italy a Expo senza partecipare a nessun bando (oggetto di indagine della procura di Milano immediatamente archiviata) e Davide Oldani che ha realizzato il risotto Expo e in sei mesi ha venduto oltre 70mila piatti. Ora lo chef stellato firmerà anche un dolce a base di caramello, cacao e sale per il menù del pranzo di domenica con i comitati di Zona 9. Nella batteria elettorale, l'ex commissario si porta dietro anche chi lo ha affiancato nella comunicazione: alcuni suoi portavoce ora prestano «servizio volontario» in segno di gratitudine. E poi c'è l'agenzia di comunicazione di Fiorenzo Tagliabue, la Sec che seguirà il candidato nella sfida elettorale e che a Expo ha già lavorato essendosi aggiudicata con regolare bando la gestione del Media Center (occupandosi di conferenze, relazioni con la stampa internazionale, ospitalità delle celebrities). Durante la manifestazione l'agenzia aveva anche seguito le relazioni con i media per i padiglioni Coca Cola, Spagna, Francia, Regione Marche.Anche don Gino Rigoldi è stato ambassador Expo e ha fatto avere a Sala un videomessaggio per «benedire» la sua discesa in politica. Pro Sala anche l'oncologo Umberto Veronesi che è tra i firmatari più illustri della Carta di Milano, l'eredità «morale» di Expo: «Sala - ha dichiarato - è un politico senza etichette, un uomo dalla mente aperta». Della squadra fa parte anche il filosofo Salvatore Veca, curatore scientifico della Carta e ideatore del percorso che ha portato alla sua stesura. Parecchi sono i firmatari della stessa Carta che si troveranno adesso a firmare anche appelli e manifesti per dare al commissario il loro appoggio. Politico questa volta.
Il Giornale

giovedì 21 gennaio 2016

Milano, Sala: Expo chiude in utile, ad Hannover perso 1 miliardo

(askanews) - Milano ha organizzato "la più bella Expo degli ultimi vent'anni chiudendo in utile", mentre "la grande Germania ha perso un miliardo di euro" con l'edizione di Hannover del 2000. Lo ha sottolineato Giuseppe Sala, candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Milano, replicando nel primo confronto a quattro con gli contendenti a Pierfrancesco Majorino che chiedeva più trasparenza sul bilancio che lascia l'Expo 2015. "È pericolo lasciare in giro l'idea che Expo" si chiuda con buchi di bilancio, ha detto Sala. Si tratta, ha aggiunto, di "un'idea sbagliata, dovremmo essere assolutamente fieri del lavoro fatto non da me, ma da tante persone" che hanno lavorato per l'Esposizione universale.

mercoledì 20 gennaio 2016

#Expo, Giubileo e Terra fuochi, le misure del decreto Happy days


 (askanews) - Le "good news" che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva promesso col decreto "Happy days" sono arrivate oggi. La Camera ha approvato in seconda lettura (il primo passaggio al Senato c'era stato il 16 dicembre scorso) il ddl che contiene un pacchetto di "Misure per il territorio", che valgono quasi un miliardo di euro per il triennio (765,1 milioni di euro per il 2015, 129,3 mln per il 2016 e 30 mln per il 2017). Il provvedimento, inizialmente definito "decreto Giubileo", si è via via arricchito di una serie di misure che riguardano l'area di Bagnoli, la Terra dei Fuochi, l'Expo, il Comune di Reggio Calabria, il made in Italy, il fondo per il servizio civile e quello per le emergenze nazionali, la vertenza degli lsu calabresi, fino allo slittamento dei tempi per la riforma del bilancio dello Stato (norma che ha anche integrato il titolo del ddl).
GIUBILEO - Viene istituito un fondo da 159 milioni di euro (94 mln per il 2015 e 65 mln per il 2016) per la realizzazione degli interventi per il Giubileo straordinario della Misericordia, con priorità ai settori della mobilità, del decoro urbano e della riqualificazione delle periferie, e assegna alla Regione Lazio contributi da destinare al potenziamento del servizio ferroviario regionale e del sistema dei servizi sanitari nel periodo giubilare.
Alla Regione Lazio viene inoltre trasferito un contributo complessivo di 47 milioni di euro per il 2015, di cui 17 milioni da destinare al potenziamento del servizio ferroviario regionale da e verso la stazione di Roma San Pietro e 30 milioni per il potenziamento del sistema dei servizi sanitari, con particolare riferimento agli interventi di emergenza.
SICUREZZA GIUBILEO - Per garantire la sicurezza degli eventi del Giubileo è stato incrementato il piano d'impiego delle Forze Armate per il controllo del territorio in concorso con le Forze di Polizia di un ulteriore contingente massimo di 1.500 unità a partire dal 16 novembre 2015 fino al 30 giugno 2016.

Giuseppe Sala indagato e archiviato per l’appalto senza gara di Expo a Eataly

Senza clamore, la Procura di Milano aveva aperto un fascicolo per abuso d'ufficio su segnalazione dell'Anac di Cantone. Il gip: "Dubbi fondati su affidamento senza gara e condizioni ventaggiose" per l'azienda di Farinetti, ma non è dimostrabile che l'ad abbia agito con dolo. La vicenda rivelata oggi dal Corriere della Sera
Giuseppe Sala indagato in gran segreto, e in gran segreto archiviato. La vicenda – di cui dà conto oggi il Corriere della Sera – riguarda l’affidamento diretto a Eataly dei servizi di ristorazione in due padiglioni di Expo, con vantaggi per la società di Oscar Farinetti tali da destare l’attenzione dell’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone. “Dubbi esistenti e condivisibili”, quelli di Cantone “sulla mancata osservanza della normativa originaria sugli appalti”, si legge nel decreto di archiviazione del gip Claudio Castelli citato dal Corriere. Ma l’ad di Expo oggi candidato sindaco di Milano per il centrosinistra non deve andare a processo perché “non risulta univocamente dimostrato l’elemento psicologico richiesto dal reato di abuso d’ufficio“. Con quell’appalto senza gara, la Eataly Distribuzione srl di Farinetti ottenne “un indiscutibile vantaggio contrattuale”, ma “non è dimostrabile che Sala abbia agito intenzionalmente per procurare un vantaggio ingiusto”.
Sala – lo si apprende solo ora – era stato iscritto nel registro degli indagati dai pm Giulia Perrotti edEugenio Fusco, dopo che l’Anac di Cantone, il 15 giugno dell’anno scorso, aveva inviato in Procura le spiegazioni di Expo su quell’applto, giudicandole non convincenti. I pm hanno poi chiesto l’archiviazione, che il gip ha sancito il 12 gennaio. Le indagini hanno comunque dimostrato che la società pubblica guidata da Sala “ha assicurato” a Eataly “condizioni economiche particolarmente vantaggiose” e “di maggior favore”, se paragonate a quelle “più rigorose” imposte nella gara del 23 febbraio 2014 per la ristorazione negli altri otto edifici del Decumano. La gara richiedeva di riconoscere a Expo royalty del12% sul fatturato, sottolinea il gip Castelli, mentre l’affidamento diretto a Eataly prevedeva appena il 5% (più l’1% oltre i 40 milioni di giro d’affari). Ed Expo è stata disposta a farsi carico di costi per elettricità, acqua, servizi e celle frigorifere. Dietro tutto questo, però, argomenta il giudice, “non emergono motivi sotterranei”, mentre risulta “tangibile l’interesse pubblico di Expo ad avere Eataly tra i propri partner”.
E l’affidamento diretto? La violazione della norma può essere “ipotizzata”, scrive il gip Castelli, ma la legge consente alle stazioni appaltamti di siglare un contratto negoziando direttamente con l’azienda interessata qualora l’appalto “possa essere affidato unicamente a un determinato operatore per ragioni di natura tecnica o artistica o attinenti alla tutela dei diritti esclusivi”. Eataly è compatibile con questa casistica? “L’opinione può essere più o meno condivisa”, ma “rientra peinamnte nella discrezionalità amministrativa”. E comunque, mancando la prova del dolo, l’inchiesta è da archviare.
Il Fatto Quotidiano

venerdì 15 gennaio 2016

Terminata l’Expo Milano 2015, il padiglione ungherese è stato posto sotto sequestro da un tribunale di giustizia italiano

Terminata l’Expo Milano 2015, il padiglione ungherese è stato posto sotto sequestro da un tribunale di giustizia italiano con l’accusa di non aver pagato per intero le spese della costruzione. La società incaricata, la brianzola Redaelli Costruzioni, dopo vari mesi di insolvenze ha deciso di proseguire per vie legali.
Géza Szőcs, Commissario generale per l’Expo incaricato dal governo magiaro, ha ammesso il mancato pagamento, spiegando come fossero rimasti insoddisfatti della qualità dei lavori. Inoltre, l’azienda italiana avrebbe chiesto dei costi aggiuntivi non previsti dal contratto. Il prezzo originale dei lavori ammontava a 280 milioni di fiorini (quasi 900 mila euro), inclusi, secondo Szőcs, i 150mila euro non saldati. La Redaelli Costruzioni, che ha curato per l’Ungheria il completamento delle finiture interne e delle partizioni perimetrali, ha dichiarato che in realtà la cifra mancante sarebbe quasi il triplo, circa 440 mila euro. Il padiglione protagonista della questione, inizialmente pignorato a garanzia di pagamento, è stato prontamente rivendicato dall’azienda italiana come compensazione dell’importo non saldato.
La vicenda, però, ha avuto vita breve: a metà dicembre, il Tribunale di Milano ha assolto l’Ungheria, riconcedendole il possesso della struttura, respingendo così la richiesta dell’impresa nostrana.
Tra i due paesi si è aperto un divario: da un lato Szőcs, sicuro della vittoria sin dal principio, ha accusato i costruttori di aver esercitato pressioni psicologiche per ottenere il denaro mancante. Parole dure sono arrivate anche dal portavoce del governo János Lázár accusando gli italiani di aver preso il padiglione in ostaggio.  D’altra parte, la società brianzola per tutta la durata della vicenda giudiziara, ha deciso di chiudersi in un silenzio stampa, impenetrabile anche per i giornalisti locali.
Il padiglione, ispirato all’Arca di Noè ma simile a un tamburo sciamanico, è già noto allecronache magiare per una controversia nata tra gli architetti firmatari del progetto e gli organizzatori dell’esposizione. Poche settimane prima dell’inizio dell’Expo, infatti, gli architetti Attila Ertsey, Sándor Sárkány e Ágnes Herczeg, dopo aver visto il loro nome nella descrizione del padiglione sul sito expo2015.org, hanno preso le distanze dal progetto. Secondo il loro parere, il disegno finale presentato all’esposizione universale, non sarebbe altro che una bozza. Il malinteso sarebbe nato, secondo loro, dalla totale mancanza di comunicazioni tra i tre e le persone incaricate della presentazione del progetto. Interessante notare come l’ammutinamento sia conseguente ai commenti di alcuni pluripremiati colleghi, che hanno definito la costruzione come una “parodia architettonica in salsa kitsch”.
Le polemiche riguardo alla partecipazione magiara all’Expo non fiscono certamente qui. Il partito di centrosinistra Együtt ha denunciato la presenza di alcuni progetti stanziati nel budget di 5,2 miliardi di fiorini (ben 16 milioni di euro) ma mai effettivamente realizzati. In un articolo pubblicato da index.hu sulle irregolarità denunciate dall’opposizione, vengono segnalati progetti multimediali mancanti, siti web troppo costosi e filmati riguardanti le relazioni tra magiari e longobardi mai proiettati. Per questi ultimi la Focus Media Center ha ricevuto la considerevole cifra di 200mila euro, lasciando un interrogativo aperto: i filmati sono mai stati girati?
Nell’intricata non sono mancati anche risvolti politici: la società EuroAtlantic Solutions, di proprietà dell’ex ministro dello sviluppo economico del secondo governo Orbán Tamás Fellegi, ha ricevuto due pagamenti distinti, il primo da 75mila euro, il secondo da ben 2,5 milioni di europer il sopracitato sito web e per una campagna pubblicitaria con lo scopo di promuovere la partecipazione dell’Ungheria all’esposizione universale.
L’arca di Noè ungherese, libera da vincoli nostrani, verrà smontata e successivamente trasferita a Karcag, cittadina situata nell’Ungheria orientale, per diventare un museo equestre entro il 2017.
fonte: http://www.eastjournal.net/

Due Image Banner 300 x 250

Segreto di Stato su Expo?

I fondi Expo al Nepal? Sala tace, poi ci ripensa

L'ex commissario risponde no al Codacons che chiede chiarimenti Poi torna sui suoi passi: «Le donazioni vanno a Save the Children»
Atonio RuzzoSegreto di Stato su Expo? Alla fine la risposta arriva. Il ricavato delle offerte raccolte in favore del Nepal nel corso del semestre di Expo sarà consegnato a «Save The Children», non appena completato il progetto con le autorità nepalesi. È quanto comunica la società di Expo precisando che l'iniziativa promossa da Cgil, Cisl e Uil Lombardia ha permesso di raccogliere circa 920.000 euro di offerte. «Le organizzazioni sindacali hanno affidato a Save the Children il compito di formulare tale progetto - si legge in una nota- Sarà reso pubblico entro la fine del mese di febbraio 2016». Ma non siamo al «tutto è bene ciò che finisce bene» perchè, anche se una risposta è arrivata forse potrebbe non essere sufficiente. E perchè quella di ieri è stata una giornata di polemiche, di minacce di denunce a Procure, Corti dei Conti e con l'annuncio di un'interrogazione in consiglio regionale. Una giornata che potrebbe avere degli strascichi cominciata con una domanda del Codacons a Giuseppe Sala per sapere che fine avessero fatto i fondi raccolti per il Nepal durante l'Esposizione e con una risposta che aveva fatto andare su tutte le furie l'associazione consumatori: «La finalità dell'istanza d'accesso proposta -aveva risposto Sala- è volta ad operare un mero controllo generalizzato dell'opera di Expo 2015 spa, tale per cui la stessa deve ritenersi inammissibile e, quindi, rigettata, per carenza di interesse del soggetto istante...». Risposta che non aveva soddisfatto nessuno. E arrivata proprio nel giorno in cui l'ex commissario di Expo, ora candidato alle primarie e alla poltrona di sindaco di Milano, spiegava in un'intervista al Corriere della Sera perchè il suo Expo era stato un esempio di trasparenza. «Abbiamo vinto grazie all'impegno del gruppo interforze guidato dall'ex prefetto Tronca- raccontava- e dal rapporto proficuo con l'Anac di Raffaele Cantone. Non facciamo qualunquismo. Ogni giorno vediamo che ci sono tentativi di infiltrazioni ma più strumenti abbiamo a disposizione più noi e i cittadini siamo tutelati. Proporrò all'Anac una convenzione ad hoc per rafforzare e garantire il lavoro già di ottimo livello degli uffici comunali». Ma sui fondi raccolti per il Nepal e su Sala la polemica pare destinata a continuare nonostante la nota di Expo che in parte spiega quale sarà la destinazione dei fondi raccolti per il Nepal: «Un brutto gesto quello di Sala - spiega Silvia Sardone Coordinatrice del Dipartimento Regionale Sicurezza e Periferie di Forza Italia- Il ritardo è un grave segnale di mancanza di trasparenza da parte di chi ha gestito ingenti capitali pubblici e si candida ora a fare lo stesso a Milano nel prossimo quinquennio. Dobbiamo forse aspettarci che se dovesse diventare Sindaco negherà ai milanesi di consultare i bilanci del comune?». A ruota anche Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione, che chiede di capire meglio o come sia andata la questione annunciando un'interrogazione e Pierfrancesco Majorino, assessore del Comune e candidato alle primarie: «Non ho ancora capito come e quando verrà illustrato pubblicamente il Bilancio di Expo- si domanda su facebook- E questo tema c'entra pure poco con le Primarie. È proprio una questione di conti in ordine e processi trasparenti nella gestione della cosa pubblica. La Giunta Pisapia, in questi anni, ha confermato Sala come proprio rappresentante. Quindi mi sento autorizzato due volte a esigere il massimo della trasparenza senza alcuna ambiguità». E come l'assessore al Welfare chiede chiarezza anche Corrado Passera, lui pure in corsa per Palazzo marino: «Da settimane chiedo a Sala di fare chiarezza sui conti di Expo- attacca- ma lui non risponde a nessuno. Anche se continua a parlare di vendite, ricavi che potrebbero essere molto diversi dagli incassi, quanto è costata esattamente l'esposizione universale a Expo spa e quali costi devono essere ancora sostenuti per completare l'opera?». Ma c'è anche chi fa polemica non solo sui conti: «Sala propone una convenzione ad hoc con Anac per gli appalti?- si chiede David Gentili, consigliere comunale del Pd e presidente della Commissione Antimafia- Troppo spesso si nomina Cantone, pensando che il solo nominarlo possa essere una garanzia. Mi piacerebbe capire cosa dovrebbe contenere questa convenzione di cui il candidato Sindaco parla...».
Il Giornale


Clacson24: il tuo concessionario online
MERCEDES Classe A a partire da: € 24.150
Segmento: berlina 2 vol.
Versione: 2015 (MY 2016)


mercoledì 13 gennaio 2016

La vice presidente di Confindustria e numero uno di Expo2015 spa è finita sotto inchiesta con l'accusa di aver sottratto un milione di euro al Fisco


Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria, è stata rinviata a giudizio con le accuse di evasione fiscale e appropriazione indebita, reati che avrebbe commesso in qualità di presidente del Cda del gruppo farmaceutico Bracco Spa. Lo ha deciso il gup Alessandro Santangelo, accogliendo la richiesta di processo del pm Giordano Baggio. Il processo prenderà il via il 16 marzo a Milano davanti ai giudici della seconda sezione penale. Vede imputati anche Marco Pollastri e Simona Calcinaghi, architetti di fiducia della presidente di Expo2015 Spa e commissario generale del Padiglione Italia. Il presidente del cda della Bracco Real Estate Srl, Pietro Mascherpa, invece, ha patteggiato sempre davanti al gup una multa da 45mila euro. Secondo l'accusa, Bracco avrebbe commesso una frode fiscale da oltre un milione di euro che sarebbe stata realizzata abbattendo l'imponibile attraverso fatture per spese personali, come la manutenzione di barche e case in celebri località turistiche, dall'isola di Capri alla Provenza, fatte confluire sui bilanci delle società del gruppo Bracco. La frode fiscale contestata ammonta a un milione e 42mila euro, somma che a marzo scorso era stata posta sotto sequestro preventivo e che oggi è stata dissequestrata dal gup Santangelo dopo che nel frattempo l'industriale ha risarcito l'Agenzia delle entrate, sanando così il proprio contenzioso tributario con l'Erario. Sono finite sotto la lente d'ingrandimento dei militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano fatture per un totale di oltre tre milioni di euro emesse dagli architetti Pollastri e Calcinaghi per i lavori in cinque case di proprietà dell'industriale: 3,6 milioni di euro distratti, stando all'ipotesi del pm, dalle casse di alcune società del suo gruppo per lavori di ristrutturazione di yacht e diversi immobili a Merate, in provincia di Lecco, a Vence, in Provenza, a Nizza Monferrato, nell'Astigiano; e ancora, ad Anacapri, sull'isola di Capri, e a Megeve, centro dell'Alta Savoia. "Andremo a dibattimento e ci difenderemo, anche perché questa è una questione che non ha rilevanza penale e non ci sono reati", commenta l'avvocato Giuseppe Bana, legale di Bracco, spiegando come in udienza preliminare il gup ha ritenuto che le questioni a lui sottoposte non potessero essere risolte in questa fase preliminare del procedimento, ma andassero demandate al vaglio dibattimentale, che prevede un ampio contraddittorio tra le parti". Il legale ha ripetuto anche oggi quanto più volte sottolineato in passato: "Il fatto non ha rilevanza penale e la mia assistita ha già ampiamente risolto la questione inerente alla posizione fiscale", sottolineando la decisione del gup di disporre il dissequestro della somma sequestrata lo scorso marzo. "Nel processo ci sono tante questioni giuridiche da risolvere", aggiunge l'avvocato Armando Simbari, legale degli architetti Pollastri e Calcinaghi, anche loro rinviati a giudizio. La difesa di Diana Bracco da subito aveva contestato i rilievi penali e l'accusa di frode, spiegando che la pratica con il Fisco si era già conclusa con una transazione. "Tutte le imposte sono state pagate", aveva spiegato Bana, per quale si trattava di "contestazioni riguardanti l'inerenza all'attività di impresa di fatture, situazione non rilevante sotto il profilo penale e già risolta con l'Agenzia delle Entrate".
repubblica.it
Clacson24: il tuo concessionario online
MERCEDES Classe A a partire da: € 24.150
Segmento: berlina 2 vol.
Versione: 2015 (MY 2016)


Sicurezza cantieri, siglato il Protocollo d’Intesa tra Expo 2015, INAIL ed Enti Bilaterali per il dismantling


Cantieri sicuri. È stato questo uno dei principali obiettivi che Expo 2015 S.p.A. ha fissato sin dall’inizio della sua attività. Un imperativo che la società che ha organizzato l’Esposizione Universale ha seguito con impegno, ottenendo risultati eccellenti durante la costruzione – nessun infortunio mortale registrato –, e che guiderà anche la fase di dismissione del sito espositivo. A fine dicembre 2015, infatti, è stato rinnovato l’impegno sottoscritto con Inail ed Enti Bilaterali dell’Edilizia con il Protocollo d’Intesa per la sicurezza nei Cantieri Expo valido per il Dismantling dell’area che ha ospitato l’Esposizione Universale.
La sicurezza del cantiere e la tutela dei lavoratori è stata garantita dalla società in concreto attraverso la sottoscrizione di una serie di accordi con le Istituzioni e le Parti Sociali finalizzate a mettere in campo soluzioni innovative per presidiare e rimuovere le situazioni di rischio legate a fenomeni di interferenze e per garantire il rispetto della legalità. In questo contesto, sono stati sviluppati alcuni progetti diretti ad  “alzare l’asticella” della sicurezza, al fine di elevare il livello qualitativo delle prestazioni e stimolare la partecipazione di tutti i soggetti, in primo luogo dei lavoratori, nella definizione delle misure di prevenzione. E’ questo il significato più profondo degli accordi sottoscritti da Expo 2015 S.p.A. con INAIL e le Parti Sociali, con il supporto di ASL tra cui ricordiamo, in particolare, il Protocollo INAIL – Enti Bilaterali Edili del 25 novembre 2013.
Con il nuovo Protocollo siglato a dicembre 2015 si rinnova l’impegno dell’INAIL e dell’Ente Bilaterale dell’Edilizia per la sicurezza nei Cantieri Expo anche nella fase altrettanto critica delle operazioni di Dismantling.
L’accordo prevede un sistema di controllo degli accessi delle imprese, dei lavoratori e dei mezzi all’interno dei cantieri da parte di Expo 2015 S.p.A. e Cassa Edile di Milano mentre INAIL e CPT si impegnano ad assicurare oltre 1.300 ore di presenza nei cantieri per supportare imprese e lavoratori per:
  • la valutazione delle competenze in atto relative alle abilità e conoscenze dei lavoratori in tema di sicurezza;
  • gli interventi di assistenza tecnica, monitoraggio comportamentale e formazione on the job “quando serve e dove serve”.
Le attività saranno costantemente coordinate e monitorate da un Comitato di Governance supportato da esperti e tecnici degli Enti coinvolti.
Vista l’importanza del tema il Protocollo è stato presentato anche alla Società Arexpo per un successivo coinvolgimento.
I risultati di tutto questo lavoro – dichiara Alessandro Molaioni, Direttore della Divisione Tecnica Dismantling di Expo 2015 S.p.A. – sono sotto gli occhi di tutti: Expo si pone come Cantiere laboratorio per l’applicazione di protocolli volti a migliorare la sicurezza sul lavoro, in un quadro particolarmente complesso con elevatissimi rischi di interferenze, accompagnati da programmazioni molto strette in termini di tempo su un’area di appena 110 ettari dove hanno lavorato anche 10.000 lavoratori su più turni. Vogliamo quindi proseguire con questa gestione virtuosa anche nella fase Dismantling”.
“La grande collaborazione tra Expo 2015, le Parti Sociali ed INAIL – commenta Paola Pizzighini, Responsabile delle Relazioni Sindacali di Expo 2015 S.p.A. – ha permesso di raggiungere risultati eccellenti. Uno tra tutti fotografa la situazione: contrariamente alle previsioni iniziali, nei cantieri di Expo non vi è stato nessun incidente mortale. Anche la fase Dismantling si presenta molto delicata per la presenza contemporanea dei cantieri di tutti i Padiglioni e con circa 1.500 lavoratori in Cantiere, per questa ragione è importante non abbassare la guardia e mantenere vigile l’attenzione sulla sicurezza”.
“I positivi risultati in termini di promozione della salute e sicurezza sul lavoro conseguiti nella fase di realizzazione delle opere necessarie per l’evento EXPO 2015 – dichiara Antonio Traficante, Direttore regionale Inail Lombardia – dimostrano che una fattiva e costante sinergia tra Istituzioni, parti sociali, aziende e lavoratori è la carta vincente per modernizzare il paese. La metodologia innovativa sperimentata nel progetto Inail-CPT nella fase di costruzione diventerà nel 2016 il modello di riferimento per la realizzazione di interventi di prevenzione nei cantieri lombardi, a partire da quelli interessati nella fase di Dismantling. L’auspicio è di trasferire questa esperienza anche in altri contesti, diffondendola su tutto il territorio nazionale come buona pratica da applicare in tutti i cantieri particolarmente complessi e nella realizzazione delle grandi opere”.
Il presidente CPT- Sicurezza in edilizia Dario Firsech e il vicepresidente Pietro Burgarello, con estrema soddisfazione, accolgono il positivo riscontro e la replicabilità del progetto “La formazione dei cantieri EXPO”, già peraltro sperimentato in occasione della realizzazione di Milano Expo 2015. L’importanza di creare legami concreti con antri Enti per progettare e mettere in campo misure straordinarie, intervenendo sulla cultura della sicurezza con specifici percorsi formativi, sulla prevenzione attraverso l’adozione di soluzioni organizzative e operative mirate all’attuale fase di dismantling delle strutture dell’Esposizione Universale appena conclusa, rappresenta l’opinione condivisa e condivisibile. Il presidente CPT ritiene che “solo con una sinergica collaborazione tra Enti si può efficacemente contribuire a una più ampia diffusione della cultura della sicurezza del lavoro. L’esperienza nei cantieri EXPO ha sicuramente portato i risultati sperati a quella innovativa modalità di fare formazione on the job dimostrando che è possibile coniugare la sicurezza con le esigenze della produzione anche in un contesto con elevati rischi interferenziali per il contemporaneo svolgimento di attività molto diverse tra loro”.  Aggiunge il vicepresidente CPT “sarà nostro dovere garantire ai lavoratori edili iscritti al sistema bilaterale delle costruzioni e indipendentemente dalla nazionalità, le attività di sensibilizzazione, formazione e promozione della salute e sicurezza nei cantieri interessati al progetto in un ottica di massima flessibilità operativa adeguate ai bisogni che dovessero eventualmente sorgere”.
expo2015.org

martedì 12 gennaio 2016

Compleanno importante per la fiera di Riva del Garda (Trento) Expo


Torna nel quartiere fieristico di Riva del Garda, dal 31 gennaio al 3 febbraio 2016,
l’appuntamento dedicato alle imprese dell´HO.RE.CA. Incontri one to one, seminari formativi e master professionali al centro del programma di eventi collaterali

Riva del Garda, novembre 2015 – Proseguono spediti i preparativi per la 40^ edizione di EXPO RIVA HOTEL,la fiera dedicata al mondo dell’Ospitalità e della Ristorazione professionale che, l’ultimo weekend di gennaio 2016, festeggerà la sua quarantesima edizione.  Nata in uno dei principali distretti turistici italiani, -quello del Garda Trentino-  Expo Riva Hotel è da sempre patrocinata da Federalberghi e Federturismo Confindustria, rappresenta oggi una delle 3 fiere di settore più partecipate del Paese.

34.000 mq. suddivisi in 6 padiglioni espositivi con 4 grandi aree tematicheINDOOR & OUTDOOR CONTRACT, COFFEE & BEVERAGE, FOOD & EQUIPMENT, ECO -  WELLNESS & CONSULTING, è questa l’essenza di EXPO RIVA HOTEL, un appuntamento imperdibile per gli operatori del mondo HO.RE.CA. che desiderano essere costantemente aggiornati sulle novità e tendenze del settore.

Numerose le iniziative che si stanno concretizzando per questa 40^ edizione fra cui spiccano gli HOSPITALITY DAYS, ilmarketplace dell’ospitalità ideato da Teamwork, società riminese di consulenza e formazione del settore alberghiero. Saranno 4 giornate -gratuite per i partecipanti- in cui, i migliori consulenti e fornitori di servizi del settore incontreranno e risponderanno alle domande degli operatori turistici. Un vero e proprio workshop dal format innovativo, un’occasione unica di aggiornamento e confronto per il mondo dell’Ospitalità.  

L’altra importante novità di questa speciale edizione riguarda il segmento del beverage con l’inserimento diSOLOBIRRA l’area dedicata ai microbirrifici del Trentino Alto Adige che porteranno ad EXPO RIVA HOTEL le loro ricercate selezioni.

L’appuntamento è quindi nel quartiere fieristico di Riva del Garda (Trento) dal 31 gennaio al 3 febbraio 2016 con la 40^ edizione di Expo Riva Hotel.

Scarica il pdf
fonte: http://www.exporivahotel.it/

Expo fa volare Malpensa e Linate. Ma c’è l’incognita attentati a Parigi

L'impatto dei tragici fatti di Parigi sul traffico aereo è stato immediato, significativo e non se ne vede ancora la fine. Solo nelle prossime settimane si capirà se si stia esaurendo e se occorrerà attendere ancora. È quanto ha fatto sapere Pietro Modiano, presidente di Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa, nel corso dell’audizione al Comune di Milano. Complice l’Esposizione Universale, il 2015 è stato un anno positivo per gli scali milanesi: il monte-passeggeri è salito a 28,1 milioni, il 3% in più dell’anno precedente. Da Malpensa ne sono transitati 18 milioni, per un aumento dell’1,3% rispetto al 2014. «A novembre 2015 – dettaglia però Modiano – avevamo previsto una crescita del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Ma siamo stati costretti a ricrederci: per effetto di quanto avvenuto a Parigi il 13 di quel mese, abbiamo bruciato in soli 15 giorni 3 punti percentuali di crescita, attestandoci comunque su un buon 6,5% di incremento».
La paura di volare potrebbe costringere la società aeroportuale a vedere al ribasso anche le stime inserite nelle«Linee guida del quinquennio 2015-2020», quelle esposte ieri da Modiano, perché non è dato sapere quando finirà: «Abbiamo bisogno di qualche settimana per capire» scandisce il numero uno di Sea. Quali numeri potrebbero essere rivisti? «Il nostro obiettivo è far sì che il sistema aeroportuale milanese trasporti entro il 2020 circa 7 milioni di passeggeri in più all’anno rispetto ad oggi, arrivare a 33-34 milioni, puntando su una crescita delle tratte intercontinentali. Ma ora ci riserviamo di ridefinire le stime».
Oltre ai fatti di Parigi, ci sono altri due fattori di incertezza: le sorti del decreto Linate, ora che l’Unione Europea lo ha bocciato, e l’effetto delle fusione tra Sea e Sacbo, la società aeroportuale di Bergamo. Sul primo fronte, Modiano non nasconde la sua preoccupazione perché «c’è il rischio di un allargamento delle possibilità di voli internazionali e anche intercontinentali su Linate a danno di Malpensa, che è un’infrastruttura dedicata proprio all’intercontinentale e che ha bisogno, per questo, di voli a breve e medio raggio a sostegno. Linate è saturo: oltre i 10 milioni di passeggeri annui non si può andare». Quanto alla fusione con Sacbo, oggi si chiude il bando del Comune di Milano per l’advisor. Sea auspica che fusione sia entro giugno, mese delle elezioni amministrative. Uno scenario tutt’altro che scontato.

ilgiorno.it

L’EFFETTO EXPO SI È FATTO SENTIRE. CI SONO VOLUTI 20 ANNI MA ADESSO ABBIAMO UN SISTEMA MENO LONTANO DA QUELLO VINCENTE

 «U n anno di transizione». Lo definisce così Duccio Campagnoli, presidente di BolognaFiere, il 2015 per il mondo fieristico italiano. Un anno che ha segnato un cambiamento nella geografia dell’industria di settore. «L’effetto Expo di Milano si è fatto sentire, eccome», dice il presidente lasciando intendere che quell’evento ha rappresentato uno spartiacque tra passato e futuro. «Ci sono voluti quasi venti anni, ma oggi il nostro sistema fieristico è meno lontano dal modello vincente della Germania». Il presidente parla di un sistema più maturo, ma anche più consapevole della propria forza. «Anche grazie ai provvedimenti promossi dal vice ministro allo Sviluppo economico Calenda che hanno dato un’iniezione di fiducia all’intero settore — osserva — Con un sostegno nel 2015 di 50 milioni di euro, affidati ai principali enti italiani, siamo riusciti a valorizzare il nostro network internazionale e ad aiutare le nostre imprese che operano all’estero. A questo punto, speriamo solo che questi sostegni diventino strutturali come accade in Germania». Addio, quindi, all’immagine datata dell’Italia delle fiere e dei campanili. «È solo un ricordo, e nemmeno piacevole — dice — Se guardo al futuro vedo Milano come l’ammiraglia del sistema fieristico italiano, ma subito dopo arrivano poli all’avanguardia e specializzati come Bologna e Verona che rappresentano due punti di forza per
le imprese manifatturiere made in Italy», sottolinea il presidente di BolognaFiere. Che apre l’anno nuovo con il tradizionale appuntamento di Marca, dedicato al mondo della marca commerciale: «Avremo tutte le insegne più importanti della Gdo, con tre new entry: Carrefour, Metro e Iper». Intanto, BolognaFiere chiude il 1° semestre 2015 con un utile lordo di 2,8 milioni di euro per la capogruppo e di 6,8 milioni di euro per il gruppo grazie al buon andamento delle manifestazioni organizzate in Italia (solo dal Cosmoprof, la fiera mondiale della cosmetica e del benessere, sono arrivati 3 milioni in più portando in città 2500 espositori da oltre 70 paesi nel mondo). In crescita, oltre alle aspettative del budget, i ricavi: 41,7 milioni di euro per la capogruppo contro i 38 attesi e 63,9 milioni per l’intero gruppo BolognaFiere. «Nel 1° semestre abbiamo recuperato 5 milioni persi con il trasferimento di Lineapelle a Milano e migliorato la reddittività della società», rivendica Campagnoli che iscrive a bilancio anche 500mila euro di utile dall’avventura del Padiglione della biodiversità a Expo. «Un lavoro che continuerà anche dopo l’evento di Milano con la 28esima edizione di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale (9-12 settembre)». Come continuerà il lavoro intrapreso nel corso degli anni con Cersaie (ceramica), Saie (serramenti e forniture di interni-esterni), Accadueo (tecnologie per trattamento acqua potabile), Expotunnel (tecnologie per il sottosuolo) ed Eima (macchine agricole), solo per citare alcuni appuntamenti calendarizzati per quest’anno. Anche se la vera scommessa per Campagnoli si chiama Motor Show, il salone dell’auto. Sarà l’edizione del quarantennale, già inserita nel calendario internazionale dell’Oica, che darà ancora più peso alla manifestazione nei confronti della business community. Non a caso, dal 3 all’11 dicembre torneranno a Bologna le associazioni del settore e le case automobilistiche. «Sono sicuro che faremo un grande evento», premette il presidente dell’expo di via Michelino, che gestirà l’organizzazione dell’evento assieme ad Autoprometec, Aci Sport, Anfia ed Econometrica. Intanto, BolognaFiere ha già incassato l’impegno di Fca ad esserci. «Fca è con noi. Si è impegnata per il 2016». Restando alle performance del 1° semestre, il presidente sottolinea che questi risultati sono stati ottenuti nonostante le incertezze economiche del mercato interno. «Qualche flebile segnale di ripresa lo abbiamo avvertito, ma il vero problema resta l’asfissia del mercato dell’edilizia. Tuttavia — aggiunge — siamo riusciti a compensare questa debole ripresa con la crescita dei dividendi delle società estere — negli Usa, Cina e Hong Kong — che hanno permesso al Cda di confermare una previsione di chiusura d’anno raggiungendo l’obiettivo di pareggio programmato». In questo senso, un’ulteriore conferma arriva da Cosmoprof Asia (11-13 novembre): un’edizione, la ventesima, caratterizzata da un numero record di visitatori (63.241 provenienti da 119 Paesi nel mondo, +5,5% rispetto alla precedente edizione) e di espositori (2504 aziende provenienti da 46 Paesi, un dato che segna un incremento del 6% rispetto al 2014). Un andamento economico, quello di BolognaFiere, che fa dire al presidente che la società sarà in grado nei prossimi anni di reggere con le proprie forze il peso dei 70 milioni per la realizzazione dei nuovi spazi espositivi a Nord del quartiere. Serve però un impulso dai 15 ai 20 milioni di euro derivanti da un aumento di capitale e da realizzare entro il 2020. «Soldi che arriveranno in parte dal pubblico e in parte dal privato, ma possiamo partire subito nel 2016 per avere due padiglioni nuovi entro il 2018». Duccio Campagnoli è il presidente di BolognaFiere. Ottimi gli ultimi mesi di gestione della società e le prospettive per il prossimo futuro
repubblica.it

venerdì 8 gennaio 2016

Athens denies extradition for 'No Expo'

(ANSA) - Milan, January 8 - Judges in Athens have turned down Italy's extradition request for two out of five Greek anarchists arrested in violent May 1 protests against the opening of the Milan expo world's fair, judicial sources said Friday.
    Legal sources said the ruling may have been due to the fact that the charges against the two, of "pillaging and plundering", are not on the statute book in Greece.
    In Italy they carry jail terms of up to 15 years.
    Italian police in November arrested 10 people in Italy and Greece in connection with the anti-Expo clashes that turned violent on May 1, the opening day of the world's fair.
    The suspects - five Italians and five Greeks - face charges of destruction and looting, aggravated resistance to a public official and misrepresentation.
    Eight of the suspects - four Greeks and four Italians - were taken into custody, while the remaining two were on the run.
    A further five suspects - three Milanese, one person from Como and one Greek national - are out on bail.
    The suspects all belong to anarchist groups that infiltrated a peaceful anti-Expo march, lobbing Molotov cocktails and fireworks at police, setting cars on fire, and destroying shop windows.
    They were identified after police analysed over 600 GB of photographic and video material.
    "We extrapolated hundreds of stills highlighting every smallest detail useful in singling out the authors of the crimes," police sources said at the time of the arrests.
    The Greek anarchist group was pinned down after 14 members drew the attention of cashiers at a Milan supermarket where they were shopping on May 2.
    The cashiers called the police.
    Investigators say the suspects formed a single 'black bloc' that carried out over 100 acts of devastation in complicity "with at least 300 people".
    One of the suspects is Greek anarchist Alexandros Kouros, who investigators say was the most dangerous and active in causing violence.
   
ALL RIGHTS RESERVED © Copyright ANSA

mercoledì 6 gennaio 2016

Soldi sul dopo Expo2015, non alle Olimpiadi

Sabrina Cottone Che cosa accadrà di Expo dopo l'Expo? La domanda è tutt'altro che peregrina in un momento in cui il manager che ha legato il suo evento al 2015, Giuseppe Sala, è tutto concentrato sulla battaglia elettorale per vincere le primarie di Palazzo Marino. I destini dell'area rimangono incerti e, anche se il governo è interessato alla partita, il problema restano i soldi che mancano all'appello, in un momento in cui i fondi pubblici a dir poco scarseggiano. E così ecco arrivare la protesta della Lega e di Forza Italia in Lombardia, che chiedono al governo Renzi di rivedere le sue priorità e di concentrare gli sforzi sul dopo Expo. La Lega chiede di lasciar perdere le Olimpiadi a Roma e concentrare gli sforzi sul dopo Expo. «Il governo piuttosto che sprecare quattrini pubblici per portare avanti questa candidatura perdente, buona solo per avere risalto mediatico, indirizzi queste risorse a progetti seri, come per esempio la riqualificazione dell'area post- Expo» dice Paolo Grimoldi, parlamentare e segretario della Lega lombarda. Grimoldi sostiene che il referendum chiesto dai radicali è inutile «perché sappiamo bene tutti che questi giochi olimpici non verranno mai assegnati a Roma», anche a causa dei «continui problemi amministrativi e organizzativi» della capitale. In pressing sul governo anche la coordinatrice regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini: «Dopo Expo è prioritario che il governo stanzi soldi veri, non promesse. Da sempre erano previsti 100 milioni di euro di stanziamenti per l'Istituto italiano di tecnologia a Milano. Li aspettiamo per il dopo Expo».L'idea che l'area visitata con entusiasmo da tanti si trasformi in un deposito dei sogni perduti inquieta. E se sulla sua pagina Facebook Francesca Balzani parla di «bioparco» («un Polo internazionale sulle Biotecnologie e la Biodiversità, che potrebbe articolarsi in 3 Parchi tematici»), anche il candidato sindaco Corrado Passera attacca e accusa la giunta Pisapia e i suoi eredi di non avere un piano di sviluppo per Milano. Sotto accusa finisce anche Sala, che «si vanta di aver creato «tanto lavoro, riferendosi a quello temporaneo, quando non addirittura gratuito, attivato con Expo». Insomma, dopo la chiusura dei battenti, il dopo Expo resta un'incognita.
Il Giornale

Expo, gli sponsor dell’Albero pronti al bis. E Orgoglio Brescia tratta con la Cina

Milano, 6 gennaio 2016 - Lunedì prossimo riprenderanno le telefonate per sincronizzare la agende e sedersi intorno a un tavolo entro la prima metà di gennaio. Al centro, il fascicolo dell’Albero della vita di Expo. Coldiretti, Pirelli e il consorzio Orgoglio Brescia, alias gli sponsordell’installazione, stanno facendo i conti per stimare quanto costi riaccendere la torre luminosa sul sito di Rho. In altre parole, fare il bis del semestre 2015. I numeri devono arrivare dagli stessi uffici di Expo spa. I tre promotori hanno cercato di ottenerli già prima di Natale e ora torneranno alla carica, perché prima di alzare di nuovo l’interruttore dell’Albero della vita, serve mettere nero su bianco un piano industriale.


L’interesse c’è, ma bisogna entrare nel dettaglio dei costi e anche dei ricavi che Coldiretti, Pirelli e Orgoglio Brescia potrebbero generare dal loro patrocinio. «Un conto era l’Expo, che è stata una vetrina mondiale, un conto è il destino di quell’area – osserva Giancarlo Turati, portavoce di Orgoglio Brescia, il consorzio di 19 imprese, più l’associazione industriale provinciale, che ha costruito l’Albero –. Bisogna capire cosa diventerà negli anni, chi ci viene». L’investimento, insomma, non può più essere a «fondo perduto» come era stato per il semestre del 2015, ma alle spalle deve avere un progetto industriale, ad esempio che preveda la gestione del merchandising della rinata installazione. Per l’operazione Expo, d’altronde, i tre sponsor hanno già staccato assegni a sei zeri. Nel complesso, circa otto milioni di euro confluiscono tra il 2014 e il 2015 nelle casse del progetto Albero della vita. Al conto vanno aggiunti i 3,9 milioni di euro spesi per gli effetti speciali, affittati attraverso la società aquilana Agorà: riflettori, laser, macchine per il fumo, fiori gonfiabili e ventagli colorati. Infine, ci sono le bollette della luce e dell’acqua delle fontane.

I tre sponsor, tuttavia, si muovono cauti nel trattare il dossier «spettacolo». Se è vero che è stato proprio loshow di luci e musica a incollare davanti all’Albero 14 milioni di spettatori in sei mesi e, di conseguenza, a tracimare sul web con un hashtag, #treeoflife, che ha sorpassato quello dell’Albero di Natale, una spesa nell’ordine di grandezza di quella di Expo è già scartata. Lo show va ridimensionato, riscritto per funzionare con un minor numero di macchine e magari non tutti i giorni. Expo ha già smantellato l’apparato di luci, riflettori e macchinari che pendevano a grappolo dai rami dell’Albero. Restano la struttura nuda, in fase di «congelamento», e gli impianti sotterranei.

Nel frattempo avanzano le trattative tra Orgoglio Brescia e investitori cinesi per una copia dell’Albero nel Paese di Mezzo. Non un clone della torre di Expo, quanto un progetto simile. «Con la Cina siamo più avanti, nei prossimi mesi andremo di là per ufficializzare il progetto e la città di destinazione», puntualizza Turati. Il pool di imprenditori aveva ricevuto corteggiamenti anche da Paesi del Golfo e da uno dell’area -Stan, ma nelle ultime settimane ha preso quota l’ipotesi di una commessa simile negli Stati Uniti. I progetti, tuttavia, sono ancora sulla carta, mentre la Germania ha regalato le panchine del suo padiglione al Giardino delle culture di Milano (giovedì il taglio del nastro).

In parallelo Expo spa ha pubblicato le gare per i primi appalti della gestione post-evento. Il primo è un avviso di pre-informazione (formula usata per accorciare i tempi) per assegnare «la conduzione e la manutenzione» dei padiglioni che resteranno in piedi. Valore: due milioni di euro. Il secondo consiste nella vigilanza e nel controllo degli accessi del sito fino al 30 giugno. Gli organizzatori mettono sul piatto 5,3 milioni di euro, di cui 1,7 per i servizi opzionali, tra cui controlli con unità cinofile e ai varchi «nelle attività di spettacolo e intrattenimento». Ossia quelle che dovrebbero partire dalla primavera, con la Triennale di Milano e la sua ventusima Esposizione internazionale del design.
Il Giorno