mercoledì 26 agosto 2015

Il futuro dell'agricoltura in 5 progetti innovativi premiati a EXPO da UNIDO e CNR

Dalla gestione dei micro-allevamenti nell'Africa sub-sahariana all'utilizzo delle potenzialità nascoste dei fichi d'India, cinque progetti di startup, aziende e centri di ricerche vengono premiati in occasione del “Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & UNIDO International Award 2015”
Oggi le presentazioni dei progetti e le premiazione alle ore 17.00
presso l’Auditorium di Cascina Triulza


Milano, 26 agosto 2015 – L'innovazione nell'utilizzo delle risorse agricole è protagonista oggi all’Auditorium di Cascina Triulza: alle ore 17.00  verranno premiati 5 progetti per il settore agricolo che potranno condurre ad effetti migliorativi sul piano economico e sociale nei Paesi in Via di Sviluppo.
La premiazione si svolgerà nell’ambito dell’evento "Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & UNIDO International Award 2015", organizzato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ed UNIDO Italia.
Durante la premiazione ai vincitori verrà data la possibilità di presentare i propri progetti alla presenza del Dott. Giuseppe Sala, Commissario Unico Delegato del Governo di EXPO, del Dott. Francesco Loreto, Direttore Scienze Bio Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche, della Dott.ssa Diana Battaggia, Direttore UNIDO ITPO Italy,  del Dott. Gennaro Monacelli, Capo Innovazione CNH Industrial e del Dott. Cristiano Maggipinto, Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 
I progetti dei vincitori 
Le proposte provenienti da centri di ricerca, start-up e aziende riguardano settori di interesse quali e riduzione degli sprechi alimentari.
FOODWA – Solwa srl (Italia)
Sistema innovativo ed autonomo ad energia solare per l’essiccamento di biomasse alimentari (frutta, verdura, pesce e carne) al fine di migliorare la loro conservazione in un’ottica di commercializzazione o estrazione di olii essenziali utili all’industria chimica e cosmetica. Foodwa è in grado di essiccare in maniera sicura, igienica e veloce i prodotti destinati al consumo umano o industriale.
Jellyfish Barge – Pnat srl (Italia)
Sistema in grado di produrre alimenti senza il consumo del suolo, di acqua dolce e di energia chimica. Si tratta di una serra modulare galleggiante al cui interno un sistema di coltivazione idroponica garantisce un risparmio del 70% di acqua rispetto alle colture tradizionali grazie al riciclo dell’acqua. Inoltre, grazie all'energia solare, la serra è anche in grado di produrre acqua pulita (fino a 150 litri al giorno) da acqua salata, salmastra o inquinata. L’energia che fa funzionare Jellyfish è fornita da pannelli fotovoltaici, mini turbine eoliche e un sistema che sfrutta il moto ondoso per produrre elettricità.
Burundi Smallholders’s Livestock Network BUSLIN– André Ndereyimana – Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza (Burundi/Italia)
In molti paesi dell’Africa sub-sahariana circa il 70% della popolazione soffre di malnutrizione e sottoalimentazione, e di questo circa l’85% non ha accesso a proteine facilmente assimilabili, ovvero quelle di origine animale. La startup BUSLIN ha sviluppato un’innovazione gestionale per la catena agroalimentare, specializzandosi nella produzione e commercializzazione degli alimenti di origine animale tramite una rete capillare di produttori familiari rurali e peri-urbani. In misura proporzionale alle capacità ed alle risorse proprie, ogni famiglia si impegna ad allevare animali seguendo le prassi della start-up, la quale assume a sua volta il rischio sul capitale investito e garantisce assistenza tecnico-finanziaria.
Cattle Mettle – Nikhil Bohra – Krimanshi Technologies Private Limited (India)
Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare una linea di produzione e fornitura di mangime di qualità, accessibile e a basso costo per l’allevamento dei bovini, parte integrante dell’economia rurale in molti paesi. Il foraggio individuato si basa sul prodotto dell’albero Mesquite (Prosopis juliflora), considerato una specie invasiva e diffuso in India come in molti altri Paesi in via di sviluppo, anche semiaridi.
Rosa Palmeri – Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente – Università di Catania
Valorizzazione dei frutti di fico d’india (Opuntia ficus indica L. Miller) per una produzione eco-sostenibile e di qualità.
Alla base del progetto vi è la considerazione che la cactacea sicuramente più conosciuta, diffusa e apprezzata nel mondo, il fico d’india, non sia sufficientemente sfruttata per le reali potenzialità dei suoi frutti (sia la polpa che i sottoprodotti derivanti, semi e bucce per uso umano ed animale). Il processo di lavorazione innovativo proposto è composto da semplici operazioni unitarie che permettono di avere un prodotto nutriente che rispetto al frutto fresco, altamente deperibile, possa conservare tutte le caratteristiche originarie ed avere una shelf life di oltre 12 mesi senza bisogno di frigo conservazione in modo da allungarne la disponibilità sul mercato a tutto l’anno.

Press Office

UNIDO 
Investment and Technology Promotion Office – Italy
segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone

EXPO: premiata la startup che nutrirà l'Africa

Dai chiostri della Cattolica un progetto per la fascia sub-sahariana


Andrè Ndereyimana, ricercatore presso la scuola di dottorato Agrisystem della sede di Piacenza dell’Università Cattolica, originario del Burundi, riceve oggi il premio Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & UNIDO International Award 2015 all’Auditorium di Cascina Triulza



Milano, 26 agosto 2015 – La startup dedicata allo sviluppo di una rete capillare di piccoli produttori agroalimentari nel sub-sahara creata dal ricercatore della Cattolica  André Ndereyimana riceverà oggi a EXPO il “Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & UNIDO International Award 2015”, premio attribuito dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CRN) e UNIDO Italia.
La startup si basa sulla costruzione di una catena agroalimentare specializzata nella produzione, nella trasformazione e nella commercializzazione di alimenti di origine animale, tramite una rete capillare di produttori familiari rurali e peri-urbani. Il tutto partendo dai dintorni di Bujumbura, capitale di uno degli Stati più poveri del mondo. «Il nostro obiettivo per il futuro è ridurre le carenze proteiche nella popolazione del mio Paese, quindi la malnutrizione dei bambini, delle mamme allattanti e anche di quelle gravide tramite l’offerta di alimenti trasformati e che rispettino gli standard di qualità nutrizionale, sensoriale e igienico-sanitaria». André racconta che l’idea nasce da un’analisi dei bisogni nel territorio, messa a punto quando era ancora studente.
Nato in Burundi, dove ha vissuto per 15 anni in guerra, André ha studiato agraria e tecnologie agroalimentari a Viterbo, ha lavorato nella cooperazione internazionale per 3 anni a livello delle Ong locali in Burundi per poi tornare nella città laziale e fare il consulente a distanza. Ora sta portando a termine un Phd nella scuola di dottorato Agrisystem della sede di Piacenza dell’Università Cattolica.
Alla premiazione parteciperanno tra gli altri Giuseppe Sala (Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015), Pietro Giuliani (Presidente di AZIMUT), Diana Battaggia (Direttore UNIDO ITPO Italy),  Gennaro Monacelli (Capo Innovazione CNH Industrial) e Cristiano Maggipinto (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).Individuare le migliori tecnologie ed idee innovative nel settore agribusinessL'iniziativa ha visto la partecipazione di 150 proposte progettuali provenienti da oltre 30 Paesi di tutto il mondo. Il premio nasce con lo scopo di individuare le migliori tecnologie ed idee innovative nel settore agribusiness, che possano condurre ad effetti migliorativi sul piano economico e sociale nei Paesi in via di sviluppo. La giuria presieduta da Diana Battaggia ha identificato 5 iniziative progettuali, di cui due per le categorie 'Donne' e 'Under 35', che si sono distinte per originalità, innovazione tecnologica, sostenibilità e concretezza dei progetti. Le proposte provenienti da centri di ricerca, startup e aziende riguardano settori di interesse quali le energie rinnovabili per l'agricoltura, l'agroindustria, macchine per l'agricoltura, biotecnologie, aumento qualitativo della produzione agricola, gestione sostenibile delle risorse naturali e riduzione degli sprechi alimentari.


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Comunicato stampa Ufficio stampa

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone